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DIARIO DI BORDO

Provo ad immaginarti dall’altro lato della strada, dall’altra sponda del letto, dall’altra parte del mondo, a sentirmi fra le tue braccia e sulle tue gambe.

Ma non ricordo, non ricordo niente.

Oggi ho lo stesso volto di tua moglie, quella con la quale hai fatto l’amore per troppo poco tempo. Ma ho il cuore nervoso, le mani cattive e la testa ribelle.

Vorrei un ricordo, un salto all’indietro per toccarti. Invece arrangio storie per correrti affianco e cadere sicura. E fingo, fingo che domani, svegliandomi, tu sarai con me a bestemmiare i disastri.

Le immagini che invento sono quelle che hai lasciato e quelle che avrei desiderato avere. Le sfrutto per sorridere, per lavorare, per dormire e alzarmi in piedi da sola.

Sono forte, sono tua figlia e cavalco la vita per due, anche per te.

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